Contemplation

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«Would you like to cure yourself of certain weaknesses and be able to control certain instinctual tendencies? You will only succeed if you nurture within you the love for a high ideal. And what is a high ideal? It is a longing for beauty, spiritual beauty, which consists of purity, light and harmony. You contemplate this beauty, and naturally, spontaneously, you become detached from everything that is unhealthy, dark and chaotic. This love of beauty protects you [...]».[1]

Remarques introductives

Contemplation is a meditative practice concerning the buddhic body, the seat of the higher soul (see Synoptic table), during which, immersed in a state of love and inspiration, one observes and contemplates a subject of a spiritual nature.

To experience this state it is necessary that the inferior nature, (the personality), be calmed and rendered silent: there must be no thoughts or emotions to disturb this condition. In this state the practitioner contemplates the subject of his meditation and lives a state of wonder, amazement, joy for beauty and the qualities emanating from what he is contemplating. Then a real energetic exchange begins between the practitioner and the contemplated subject, and the soul of the practitioner can feed on this inner state, he feels dilated until he experiences the immensity, that is the sensation that his soul and his consciousness are everywhere in the universe. Contemplation is the activity of the soul through which it can obtain that nourishment that allows it to experience its ideal: immensity, expansion, expansion.

«La contemplazione è un'attività dell'anima. Nella contemplazione, tutto l'essere partecipa. La sua anima si protende, si offre, si unisce e realizza così una fusione con l'oggetto contemplato. La contemplazione è la forma più elevata di preghiera. Con la preghiera voi salite, contemplate lo splendore divino e davanti a questo splendore provate una straordinaria espansione, gustate l'estasi. In questo stato di estasi la vostra coscienza si dilata, cominciate a capire tutto, abbracciate il mondo intero, raggiungete le dimensioni della Divinità. Tutti coloro che hanno provato il rapimento della contemplazione hanno detto che non erano più sulla terra, nel loro corpo fisico limitato, ma si sentivano fluttuare nell'Anima universale, fusi in essa... Poi, naturalmente, scendevano per riprendere il loro lavoro quotidiano. Ma per qualche minuto, per qualche ora, avevano vissuto nell'infinito, nella fusione, nell'estasi».[2]
«Voi direte che contemplare è osservare, niente affatto. In una osservazione manca qualcosa che si trova nella contemplazione: si partecipa completamente, si sente una meraviglia, una gioia, un piacere, è una cosa più viva dell'osservazione».[3]
«Nell’osservazione voi fate una comparazione, una divisione, mentre nella contemplazione voi siete in uno stato di confidenza assoluta, siete meravigliati, non criticate nulla. Non è dunque la stessa cosa. Nella contemplazione ci si unisce a ciò che si contempla, fino all’identificazione. È un lavoro straordinario».[4]

Omraam Mikhaël Aïvanhov claims that only highly evolved beings manage to reach the highest levels of contemplation, until ecstasy. Anyone, however, with practice and exercise, can come to experience contemplation, precisely through the feeling of love that leads more easily to this state of consciousness. When he has mastered his thoughts and feelings, and also the motions of his own inferior nature, the human being can practice, observing Nature, a loved being, the rising of the sun, an image of the Divine, with an open heart, feeding of the spiritual beauty that this subject emanates.

Contemplating the starry sky

The starry sky tends to spontaneously bring the observer to an interior state of contemplation, as the starry sky is the manifestation of the immense, of the infinite space, which is the ideal towards which the soul tends. The confrontation with the infinite space of a starry sky allows the soul to rediscover its dimension, to feed on this immensity.

«Nel silenzio della notte immaginate di abbandonare la terra con i suoi contrasti, le sue tragedie e di diventare un cittadino del cielo. Meditate sulla bellezza delle stelle, sulla grandezza degli esseri che le abitano. A mano a mano che salirete nello spazio, vi sentirete alleggeriti, liberi, ma soprattutto scoprirete la pace, una pace che si introdurrà pian piano in tutte le cellule del vostro essere. Meditando sulla Saggezza che ha creato questi mondi e sugli esseri che la riflettono, sentirete che la vostra anima dispiega delle antenne molto sottili che le permettono di comunicare con loro. Sono questi i momenti sublimi che non potrete mai più dimenticare».[5]
«Pensando all'infinito, all'eternità, cominciate a sentire che vi librate al di sopra di tutto, che nulla può più toccarvi, nessun dispiacere, nessuna tristezza, nessuna perdita, perché in voi si sveglia un'altra coscienza; giudicate e vivete le cose in modo diverso. Questo stato di coscienza è quello degli Iniziati e dei grandi Maestri […] Pensando che le stelle che contemplate esistono già da miliardi di anni e che l'Intelligenza che ha creato quei mondi è eterna, e che voi siete creati a Sua immagine, sentirete parimenti che il vostro Spirito è eterno».[6]
«Allora, quando la notte è serena, abituatevi a guardare le stelle, ad assorbire la pace che scende dolcemente dal cielo stellato. Collegatevi a ciascuna stella che è come un'anima viva intelligente, essa vi dirà qualcosa. Cercate di trovarne una con la quale vi sentite particolarmente in affinità, collegatevi a quella stella, immaginate di andarle incontro e che essa venga a parlarvi... Gli astri sono anime altamente sviluppate. Ascoltando la loro voce, troverete la soluzione a molti problemi e vi sentirete illuminati, placati. Tutti i grandi Iniziati si sono istruiti contemplando il cielo notturno, la loro anima comunicava con le stelle, e questi centri di forze inesauribili inviavano loro dei messaggi che si poi trasmettevano agli uomini».[7]

Bibliographie

Œuvres et/ou conférences de O. M. Aïvanhov sur le sujet traité

Livres ou articles sur le sujet traités, en relation avec l'enseignement d'Omraam Mikhaël Aïvanhov

  • Centro Studi Omraam Mikhaël Aïvanhov (2016), La Meditazione nell’Insegnamento di Omraam Mikhaël Aïvanhov, in "Misli", pp. 128 e ss.

Multimédias (images, vidéos et audios)

Extraits de conférences (audio et/ou vidéo) de Omraam Mikhael Aïvanhov)

Conférences de Omraam Mikhael Aïvanhov publiées (audio et/ou vidéo)

Notes

  1. Aïvanhov, O. M., Pensieri quotidiani 2016 (28 agosto), Prosveta, 2015.
  2. Aïvanhov, O. M, La nuova Terra, Prosveta, 2009, p. 146.
  3. Aïvanhov, O. M., Conferenza inedita 1 maggio 1941.
  4. Aïvanhov, O. M., Conferenza inedita 1 luglio 1944.
  5. Aïvanhov, O. M, Il senso del silenzio, Prosveta, 1995, pag. 149.
  6. Aïvanhov, O. M., Conosci te stesso, Prosveta, 2006, pag. 122.
  7. Aïvanhov, O. M., Il senso del silenzio, Prosveta, 1995, pag. 152.

Articles connexes

Liens externes


Reader's note: the writing of this entry is temporary and limited to only a starting point, since the topic is examined by Omraam Mikhael Aïvanhov in the contest of thousands of conferences he held between 1938 and 1985. The researcher will find important aspects of further interest by reading or listening directly to his lectures, published by the publisher Prosveta, the sole and exclusive owner of the rights to his work. Therefore, this artcile does not fully and comprehensively describe Aïvanhov's thought on the subject matter.


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